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Intermezzo. La giornata della commèremoria - Un anno senza Ilaria
post pubblicato in Diario, il 21 marzo 2010
Un ricordo di Ilaria La Commare, una presenza che rimane con Cuntrastamu.


pubblicato il 17/03/2010

di Enrico Natoli and Maria Mazzei

Il pericolo della retorica è lì dietro l’angolo, cercherò di tenerlo a bada e non farlo avvicinare. Un anno fa moriva Ilaria La Commare, la nostra amica e più preziosa collaboratrice e da queste parti sentiamo ancora la sua mancanza. Una sensazione che toglie energie e lucidità e ci ha tenuti storditi per un bel po’.
Mancanza fisica, ovviamente, più che altro. Perché la ritroviamo, io e Maria, ovunque dove abbiamo a che fare con Cuntrastamu; perché continuano a chiamarci persone che ci conoscono solo perché Ilaria aveva parlato loro di questa piccola associazione romana. Perché un messaggio automatico che proviene da Facebook ci ricorda di tanto in tanto che “avete ricevuto un invito da Ilaria La Commare”, un messaggio al quale personalmente non ho mai risposto per diffidenza chissà quanto ben riposta nei confronti di Facebook e dei suoi meccanismi “sociali”. Una diffidenza che Ilaria era capace di metabolizzare con la semplicità devastante del suo carattere. Una così è difficile pensare che a qualcuno potesse risultare antipatica e lei riusciva a dominare i mezzi di comunicazione senza farsi tanti problemi.
Ce la ritroviamo, viva, di continuo in tutte le mail che spuntano dall’archivio di Cuntrastamu, in cui lei ci annuncia i suoi progressi parigini nel tentativo di creare una sezione di Cuntrastamu oltralpe.
Ilaria ci manca, come da un anno a questa parte in maniera invadente, vorremmo guardarla ancora in quegli occhi vispi e intelligenti e farci trascinare da quel miscuglio di idiomi e dialetti che lei traduceva magicamente in comunicazioni via e-mail.

Con questo breve articolo voglio comunicare la nostra vicinanza a Sara e ai genitori, nonché a tutti gli amici e amiche che Ilaria ha sparso per il mondo. E mostrarvi la nostra piccola biblioteca che adesso ha un suo luogo fisico riconoscibile ed è accompagnata dal volto di Ilaria. Lo ripetiamo: è un qualcosa che travalica di molto la retorica di un ricordo occasionale. Vorremmo che tutti quelli che ci hanno aiutato a realizzare – anche economicamente – questa piccola biblioteca, fossero consapevoli di questo. Un grazie e un forte abbraccio a tutte e a tutti.

ila_biblioteca Un anno senza Ilaria

[Fonte: www.cuntrastamu.org]




11-M (da leggersi ontze eme) - Fatalitààà
post pubblicato in Diario, il 16 marzo 2010

Fatalitààà, parola che implica una mia breve (non tanto) ma intensa presenza nella Serenissima terra di Tessera, mi sono ritrovata in volo vueling ad attendere che partissimo, per tre ore, rinchiusi nell'aereo. Fatalitààà, il volo è finalmente giunto a destinazione Madrid alle ore ventuno, anziché alle diciassette, del giorno 10 marzo, causa tormenta siberiana in quel del nordest italiano, un inverno che sembrava essere finito e invece. In altri tempi avrei preso l'autobus notturno Madrid Granada, che mi conducesse nella deliziosa cittadina andalusa dove millenni fa feci l'erasmus con partenza all'una e arrivo alle sei di mattina. In altri tempi, cioè solo due anni fa. Ma ormai mi avvio fatalmente (sic!) verso la trentina e già mi figuro con mal di stomaco conseguenza di nottata-senza-dormire-in-autobus e decido di fermarmi a Madrid. Fatalitààà, nessuno mi ha risposto per ospitarmi e così me ne sono andata in un hostal che mi ha consigliato la mia guida spirituale, Ana. E fatalitààà, l'hostal supereconomico – 25 euro per una stanza tutta per me – si trova proprio vicino ad Atocha, fatalitààà si chiama Hostal Atocha.

E voi direte, e chissenefrega. Eh no, perché ogni tanto si passa vicini alla Storia, e la Storia è che l'11 marzo del 2004 ad Atocha i terroristi islamici hanno lanciato una bomba che a noi italiani ricorda quella dell'agosto dell'80 a Bologna, e il governo diede subito la colpa ai terroristi dell'Eta, che per una volta invece non avevano niente a che fare con l'attentato (perlomeno non come responsabili principali). Risultato: gli spagnoli si sentirono ingannati da un governo, quello di Aznar, che non voleva ammettere che l'attentato era un po' il risultato dell'intervento delle sue truppe in Irak, e votarono in massa per Zapatero. Qualche giorno dopo Marta, che allora era la nostra insegnante di spagnolo alla Scuola Interpreti, spiegandoci il suo punto di vista sui fatti appena avvenuti parlò di Revolución del móvil, perché la gente per protestare contro il PP (il Partido Popular di Aznar) si mise d'accordo via sms per andare in massa ai vari sit-in sotto le sedi cittadine del partito.

Mi sveglio ed è l'11 marzo (11-M), faccio colazione in un bar fumosissimo sotto l'hostal, dove mi sento subito a casa appena il barista mi chiede ¿qué te pongo, bonita?, e penso: ci sarà qualche ricordo nella stazione, su un giornale nella metro ho visto il giorno prima una foto con delle candele. E invece niente. I giornali quasi non parlano dell'anniversario, sono concentrati piuttosto sulla liberazione di un ostaggio in Africa. La stazione vive alle 8 del mattino la sua vita normale. È deliziosa. Nella sala principale, sotto le scale che vanno ai treni, hanno montato una specie di giardino dell'eden. Non si sente nemmeno l'ombra della morte e della paura che solo sei anni fa aveva cambiato le sorti di un'intera nazione. E allora mi dico: non sarà che tutte quelle celebrazioni che in Italia vanno tanto di moda – e il giorno della memoria, e il giorno del ricordo delle foibe, un po' un'eredità crucca del volersi lavare la coscienza con celebrazioni varie ed eventuali, vedi il capitolo già qui trattato del Judaishe Museum – non facciano che fomentare l'autocommiserazione, e peggiorino una situazione di tensioni che invece si farebbe meglio a non fomentare? È un dubbio che da anni mi porto dietro, e so che faccio bene a chiedermelo. E, fatalitààà, non trovo risposta univoca.




risalire la china con le dichiarazioni eclatanti
post pubblicato in Diario, il 10 luglio 2008
Se questa donna è casta da un anno, io mi chiamo Madre Teresa di Calcutta. 


(Foto http://www.valeriodistefano.com/public/danielasantanche2008.jpg)







permalink | inviato da annuzzapeste il 10/7/2008 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Fondamenti di grammatica ispanica: conectores de amores concesivos
post pubblicato in Diario, il 28 giugno 2008
aunque  io resti in cima al tuo palmo aperto
ipnotizzata da un ricciolo di ricordi
incatenato, indeciso, lui, se andare

senza pudore alla meta  - entro la
mia metà inferiore o in quella interiore?

no obstante  le concessive mi stiano
antipatiche - nessuno deve concedere
a nessuno, nemmeno io a me stessa

si bien 
mi finga isolata
nella grammatica della tarda giovinezza
- dove l'amore non è che un punto e virgola

aun  mi sussurrassi allora e le sussurri ora
"amor, eres tan linda
que uno nunca se podrá acostrumbrar"

infilandoti meschino tra para  e por,  tra le mete e le provenienze

pero 
noi catapultati nel futuro
ci stringiamo le dita 
        
accarezzando
                
accarezzando

un abbaino di stelleconcesso
a due abitatori casuali di una chambre de bonne




intermezzo traduttifero
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2008

Guardate quant'è bello quest'uomo. Bello, e anche bravo.

Il traduttore come imbroglione

Testo tratto da Gli autori invisibili  di Ilide Carmignani

Come ti sei avvicinato alla traduzione?

Ho studiato russo e dopo la laurea ho aperto una partita IVA e per un paio d’anni ho fatto l’interprete e il traduttore per delle imprese emiliane, prevalentemente a Parma e in provincia di Parma. Poi ho cominciato a pubblicare dei libri e un paio di editori, Einaudi e Feltrinelli, mi hanno chiesto se avevo delle traduzioni dal russo da proporre, e dopo qualche anno è uscita, per Einaudi, un’antologia di Daniil Charms, poi  per Feltrinelli Un eroe dei nostri tempi  di Lermontov, poi una raccolte di prose di Puskin, adesso sto traducendo Le anime morte  di Gogol’.

http://www.wuz.it/intervista/2285/intervista-paolo-nori-ilide-carmignani.html




scene da un absolute poetry/1
post pubblicato in Diario, il 9 giugno 2008

www.absolutepoetry.org
www.myspace.com/wordsongpessoa





permalink | inviato da annuzzapeste il 9/6/2008 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
non so se avete presente
post pubblicato in Diario, il 21 aprile 2008

 

Non so se avete presente quell’odore implacabile di erba appena tagliata, che sa un po’ di giochi nel giardino, quell’odore che è il corrispondente nasale del sapore di madeleine di proustiana memoria.

Quell’odore che taglia via le margherite in fiore, come a disfarsi di un tesoro che disfandolo, si moltiplica; quell’odore che ti ricorda di essere stato bambino, di aver amato le cose vicine ma di averti fatto diventare curioso di quelle irraggiungibili, e un po’ quella curiosità ti è rimasta, crescendo.

Inaspettatamente per le mie narici, dopo mesi di chiuso in casa o biblioteca, di freddi venti nordestini mischiati ai fumi dell’alcol e ad altri tipi di fumi spiattellati in faccia in fredde serate piovose, in cui incontravo pornopoeti che mi avrebbero regalato pornoaceti in primaverili giornate bolognesi, ecco che snaso quell’aroma mentre offro da mangiare alle caprette di Torcello, mentre Cristina cerca una nuova amica/amico per Uma la lumaca - le lumache, si sa, sono ermafrodite, e infatti appena si sono viste Uma e Johnny si sono accoppiati; e pure i glicini fanno il loro, profumando violentemente per le calli; mentre Ana passa inaspettatamente per la città dei ponti e delle acque, entusiasta di tutto, con gli occhi che le brillano quando le parli di Dorsoduro, del museo Guggenheim e del ghetto ebraico, con il suo incredibile amore per la scoperta e per gli spriz, claro, e César a ruota ad offrirti la cena nel sestier di San Marco, dove mai avresti immaginato di finire, un giorno, a cena. E tornare sotto la pioggia a campo San Giacomo con l’ombrello rosso ciliegia che lei ti ha regalato e gli occhi pieni di chiacchiere e sud andaluso.

Mentre ti godi tutto questo, amiche lontane che vedi perché inaspettatamente ti vengono a trovare, amiche più vicine che ti offrono un letto e dolce ospitalità, nuovi amici che vengono a stare da te per una notte mentre non ci sei, e ti lasciano angelici messaggi, pensi: ma se tutte queste persone fossero qui, dietro l’angolo, chissà se ci avrei fatto caso, chissà se saremmo stati amici, chissà. E infatti, mi ritrovo qui stasera a pensare, che se Giugen l’avessi conosciuto meglio, se le distanze spaziali non ci avessero diviso, forse ora starei anch’io piangendo la sua morte, inaspettata a ventottanni, che anche se muoregiovanecoluich’alcieloècaro non riesci mica a fartene una ragione. Non ci riesco, e perché Giugen aveva un sorriso aperto, e perché sapeva scrivere e amava quello che faceva, e perché, come qualcuno ha scritto, era difficile litigare con lui; perché da quella sera, in una scintillante Roma accanto alla Sapippia, e ad Enzo, e ai miei traduttori, tutto è cambiato, ho dato finalmente un volto a quei nomi impressi sulle mail, perché tutto ha preso il sapore del reale. E ora, che uno di quei personaggi - veri, verissimi - di quella serata se n’è andato per sempre ed inaspettatamente, mi sembra di essermi persa qualcosa di quella festa.

Ciao, Giugen.





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permalink | inviato da annuzzapeste il 21/4/2008 alle 23:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Nun te reagge più
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2008
Solo una considerazione. Il video che segue è di un'attualità sconcertante. Ma sono davvero passati trent'anni?





permalink | inviato da annuzzapeste il 15/4/2008 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
adesso mi devono proprio spiegare
post pubblicato in Diario, il 11 aprile 2008

Adesso mi devono proprio spiegare, quelli di messenger, che forse sono gli stessi che mandano in giro le solite catene "msn chiude/ diventa a pagamento/ t’incendia la casa se non gli dai 100 dollari al mese", perché quando per sbaglio passo la freccetta del mouse in basso nel programma, mi deve apparire la faccia smagrita e malaticcia dell’Umberto (non) nazionale che, imitando a tratti lo zio Sam, a tratti le voci d'osteria, afferma minaccioso: "Più lontani da Roma, più vicini a te" con il pugno (destro, a scanso di equivoci) chiuso. Mentre rimane l'icona un po' più discreta con l'immagine degli Indiani d'America che hanno subito l'immigrazione e ora si stanno estinguendo.

Proprio il primo (o forse ilsecondo) programma della prima rete globale, quella che ha unificato il mondo intero e mi ha permesso di lavorare a Parigi rimanendo comodamente a Trieste a farmi i fatti miei, deve pubblicizzare l’antieuropeo per eccellenza (dire che è antiitaliano è superfluo)?





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permalink | inviato da annuzzapeste il 11/4/2008 alle 16:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
regressioni pasquali
post pubblicato in Diario, il 6 aprile 2008

Età anagrafica del soggetto con i capelli lunghi: 26 anni.
Età reale del soggetto con i capelli lunghi: 10 mesi.







permalink | inviato da annuzzapeste il 6/4/2008 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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